Incontro con Io

Qui e' dove spero di poter incontrare e conoscere meglio chi, pur avendo vissuto una vita insieme a me, mi e' ancora oscuro: me stesso...

venerdì, 28 ottobre 2005

Segni. Prove (piu' o meno) tangibili di una presenza, o di un passaggio fugace, dopo mesi e mesi di apparente nulla.

Segni che ricordano a noi stessi di momenti in cui abbiamo sentito il bisogno di comunicare il nostro essere, ma ci siamo accontentati di testimoniare appena il nostro "esserci".

E, tra un segno e l'altro, non il vuoto, ne' il nulla di cui sopra, ma il tempo. Lo scorrere del tempo mi appare, riflettendoci ora, la negazione dell'esistenza del nulla (sarebbe meglio dire "della non-esistenza", ma sembra una frase da paradosso logico...): non puo' esserci veramente "nulla" tra due momenti se il tempo vi scorre attraverso. Non puo', finche' c'e' vita. Ecco allora che il nulla assume un contorno meno etereo: il nulla e' la morte, la negazione del tempo e dell'esistenza insieme. La paura del nulla, della sua trascendenza, aleggia sull'immanenza della nostra vita, e ci spinge a gridare agli altri la forza della nostra presenza.

A presto, allora, e speriamo non passi troppo tempo...

posted by assemazz 28/10/2005 14:49 | commenti (2)

venerdì, 03 dicembre 2004

Niente scuse... "Pausa di riflessione". Sticazzi! Diciamo che all'inizio era "ora non mi va di applicarmi, ma prima o poi scrivo qualcosa", poi pigrizia, poi una sorta di malcelato senso di estraneamento, poi chissa' che altro... Quello di cui sono sicuro e' che ogni tanto sono passato a dare uno sguardo. Hai voglia a dire, il narcisismo la fa da padrone, alla fine, gira e rigira, passavo a leggere con nostalgia i vecchi deliri e i vecchi (e nuovi... grazie!) commenti. E cosi' mi ritrovo, come in altri tempi, a scrivere qualcosa, di notte, come mi piace, dopo una bella serata. A volte e' il caso che decide per noi, e per me il caso e' "confessioni di un malandrino" di Branduardi. L'ho ascoltata per la prima volta poco fa, e non so dire di preciso cosa ha suscitato in me, ma ha smosso qualcosa, e mi ha fato venire voglia di scrivere. In tutti questi mesi ne sono successe di cose, e non e' successo niente. Solo, il brivido vitale latita abbastanza, e la quotidianita' mi sballa quel tanto che basta a non farmici pensare. Buena vida a tutti, me per primo!

posted by assemazz 03/12/2004 03:08 | commenti (6)

sabato, 24 luglio 2004

Sono tornato a vivere... So che non durera' molto, ma mi basta abbondantemente pensare che per un po' posso rilassarmi.

Il caldo e' opprimente, e sono in una fase di rivoluzione, e futuro poco certo... Ma non mi importa: quello che conta e' che torno a guardare avanti.

posted by assemazz 24/07/2004 00:21 | commenti (5)

giovedì, 08 luglio 2004

Non mi riconosco piu', forse sto mettendo la testa a posto, forse questo periodo e' per me il proverbiale "semel in anno"... Fatto sta, che mi sto dedicando allo studio, e questo e' bene, tranne per il fatto che quando studiavo poco era tutto piu' divertente... Chissa' come mai??? Saranno gli anni che passano... Meno male che tra un'ora non sara' piu' il mio compleanno :-)

posted by assemazz 08/07/2004 22:58 | commenti (1)

sabato, 26 giugno 2004

Qualcuno potrebbe spiegarmi perche' quasi sempre mi viene da scrivere qui solo quando sono nervoso, depresso, o di pessimo umore? Guarda caso, ora sto scrivendo... Bah!

posted by assemazz 26/06/2004 21:11 | commenti (6)

sabato, 19 giugno 2004

Altra pausetta per il mio blog per (incredibile, ma vero...) improrogabili impegni di studio. Questa che volge al termine e' stata una settimana dura, ma il bilancio finale e' positivo, per cui sono contento. In fondo, come diceva il mitico poliziotto Huber, "tutto e' bene, quel che finisce bene!". Perle di saggezza....

posted by assemazz 19/06/2004 15:57 | commenti (1)

giovedì, 03 giugno 2004

E' un bel po' che non affronto il mio blog, e ringrazio chi e' passato ogni tanto a dare un'occhiata aspettando che mi decidessi a scrivere qualcosa di nuovo. In realta', sto scrivendo sempre piu' di rado perche' nei confronti di questo spazio avverto una sorta di blocco, quasi di "ansia da prestazione", ed e' un brutto segno: mi sto prendendo troppo sul serio, e allontanando dal vero me stesso, che per la maggior parte del suo tempo e' un asceta del cazzeggio leggero e vacuo, e si perde in meditazioni profonde solo di rado. Di questo passo, finiro' per scrivere solo quando per la testa ho qualcosa che mi turba pesantemente... :-)

Vabbe', dopo questa riflessione profonda e impegnata, vorrei parlare un po' di relazioni. Tempo fa riflettevo con un amico sul meccanismo che si crea nelle community di blog, come questa che da poco sto frequentando. Ci sono persone che, in diversi modi e misure, affidano ai propri blog una parte di se' stesse, e tra queste persone si allacciano relazioni e interazioni di varia natura. Se si immaginano anche solo i commenti e i link ad altri blog (e, quindi, non si conta l'immensa mole di interazioni che avvengono con altro mezzo, quale voce, mail, messaging, ecc.) come tessuto di collegamento tra alcuni nodi, rappresentati dalle persone che ai blog stanno dietro, si configura l'esistenza di una rete di relazioni estremamente articolata e complessa, un microcosmo, che ha una sua logica, ed e' specchio della rete di relazioni che ognuno di noi si crea durante la propria vita, incrociandola a quella degli altri nei modi piu' disparati. Col passare del tempo, alcune maglie di questa rete divengono via via piu' salde e robuste, tanto robuste che neppure il nostro io riesce piu' a vederle come una minaccia per la sua inarrestabile crescita, e ne fa, anzi, un punto di forza, quasi un caposaldo a cui aggrapparsi. Per quanto puo' essere forte e grande e onnivoro il nostro io, la solitudine lo atrofizza.... E' una contraddizione estrema, ma credo che funzioni cosi'. Perche' nessuno e' un'isola.

posted by assemazz 03/06/2004 05:31 | commenti (3)

giovedì, 13 maggio 2004

Stanotte ho visto un bel film: "Dogville", regia di L. Von Trier.

Il problema e' che non credo di averlo inquadrato bene. Ho sentito tanta gente che ne parlava come di un capolavoro quanta ne parlava, invece, come di una cagata pazzesca. Io non propendo per alcuna delle due tesi, ma tutto sommato credo di aver visto un film stilisticamente ben fatto, con una scenografia mooolto originale (e' un eufemismo...), ma che lascia molti spunti di riflessione. Quest'ultima cosa mi e' piaciuta molto, e ho pensato che era una buona occasione per lanciare una bella discussione su questo blog che, seppure specchio dei miei personalissimi pensieri, e' anche una bella occasione di confronto. E ora... veniamo alle idee che mi sono fatto "a caldo".

La trovata "scenografica" di cui sopra mi pare un chiaro invito a prendere sin dall'inizio la storia narrata come una mera metafora, che ho pensato voler rappresentare la natura umana. Se dovessi dire a quali parole mi ha fatto pensare, direi sicuramente "santita' " ed "espiazione".

La mia analisi credo non sara' comunque del tutto oggettiva, perche' dello stesso regista ho visto anche "Le onde del destino", che mi ha emozionato tanto da non poter evitare di tenerlo inconsciamente in considerazione.

In ogni caso, consiglio caldamente la visione dei due film, e aspetto commenti.

posted by assemazz 13/05/2004 05:06 | commenti (7)

sabato, 08 maggio 2004

Sono le 4 di notte. Attorno a me tutto e' silenzio. Sto leggendo un'avventura di Ratman, di Leo Ortolani. E per le risate ho le lacrime agli occhi.

Cose come questa mi fanno pensare che la vita e' bella. Domani, forse, pensero' che la vita e' bella per me, che posso permettermi di stare alle 4 a leggere un fumetto per deficienti... Ma ora devo continuare a leggere, tanto domani e' un altro giorno.

posted by assemazz 08/05/2004 03:59 | commenti (1)

martedì, 04 maggio 2004

Sono rientrato ancora una volta a notte fonda, lo confesso. Ne sono palesemente compiaciuto, e confesso pure questo, che e' ben piu' grave. Ma per un misterioso gioco di associazioni sensoriali, questo mi ha permesso di pensare ad una persona che mi e' molto cara, con la quale si e' congelato il dialogo da quando essa non fa piu' parte della mia quotidianita'. E ho preso la risoluzione di scrivere una lettera. Un e-lettera, per la verita', ma sono anche un amante della tecnologia (e anche di questo mi compiaccio... io, peccatore impenitente).

E' stata una buona idea, e ora che l'ho inviata mi fa piacere scrivere delle mie sensazioni in proposito. Forse scrivendo tutte queste menate non sto facendo altro che uno dei miei peccati di autocompiacimento, e il blog e' per me un'espressione di questo aspetto. Pero', magari qualcuno, leggendo le mie sciocchezze, riuscira' a comprendere i miei stati d'animo, o a ritrovarcisi, finendo per leggere non solo le mie parole, ma il mio essere. E questo non posso non tenerlo in conto, ed e' troppo stimolante perche' io desista.

Allontanarsi da un amico genera una tristezza infinita, ma quel che caratterizza quest'ultima e' il fatto che essa sembra essere in grado di decidere autonomamente quando farsi sentire, e lo fa con la metodica regolarita' di chi riesce sempre a sorprenderti. A volte la lontananza e' solo fisica, e sai che quando incontrerai il tuo amico, fosse anche tra 10 anni, sarai solo un po' piu' impacciato, ma dopo un po' tutto tornera' come l'ultima volta che hai diviso con lui l'ultima sigaretta. Altre volte, purtroppo, quella distanza trascende la fisicita', e crea un solco ben piu' profondo tra i nostri ego (che strano, "ego" credo che sia una parola senza plurale *per definizione*...). Quando capita a me, provo molta amarezza, e rabbia; ma non riesco a perdere il ricordo di quello che e' stato, e tale ricordo addolcisce il tutto, stemperando qualunque velleita' di riscatto per il tradimento subito. Gia', perche' di tradimento si tratta: se un amico non parla piu' con me, se i nostri rapporti si incrinano, la parte di me che in lui si riflette -che io gli ho cucito addosso in anni di comunione di sensazioni e momenti- si aliena dal mio io, e la perdo per sempre. E' questo che fa veramente male, anche se non lo ammetteremo mai, e io per primo mi rifiuto di ammetterlo. E per questo, continuo, quando ci penso, a guardare a quell'amico che fu con l'occhio commosso di chi a lui vuol bene, anche se non potra' mai comunicarglielo. Ma so che, in fondo, non c'e' bisogno di comunicarglielo, perche' lui lo sa benissimo da se'. E' sempre un amico, in fondo.

P.S.: ho sentito di parecchie persone che a Maggio, mese dedicato alla Madonna, decidono di fare un "fioretto": un sacrificio, una piccola rinuncia, in nome di una maggiore vicinanza alla spiritualita'. Qualche mio conoscente, ad esempio, aveva scelto di rinunciare ad un alimento (nella fattispecie, dapprima aveva minacciato "da oggi, niente piu' pasta!", per poi ritrattare verso un piu' blando "niente piu' pane, perche'senno'chemimangioapranzo?".. Squallidino, direi, a partire dalla scelta della rinuncia alimentare... ma forse nella semplicita' sta anche la spontaneita', e questo e' da apprezzare. E io, infatti, l'ho aprezzato, tanto da voler cercare anche per me qualcosa a cui rinunciare volontariamente per questo mese. Ebbene, per questo mese cerchero' di tenere sempre almeno 4 GB di spazio libero sul mio hard disk, e questo e' il mio atto di penitenza. Sono davvero messo male, eh? ;-)

posted by assemazz 04/05/2004 05:35 | commenti (7)